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La situazione

Adozioni

Da circa vent’anni, dopo il disastro di Chernobyl che ha determinato, soprattutto in Bielorussia, un gravissimo inquinamento ambientale, è nato il fenomeno delle accoglienze temporanee a fini terapeutici di minori.

Nell’ambito di questi programmi solidaristici è importante sottolineare il rapporto personale che si crea tra il bambino e la famiglia che lo accoglie, un rapporto di amicizia, di affetto e di reciproca fiducia che l’esperienza insegna si stabilisce nel corso del tempo nonostante le difficoltà linguistiche e culturali.
I progetti di accoglienza italiana hanno saputo coinvolgere sia bambini istituzionalizzati sia bambini con una propria famiglia.

Nell'ambito di questo fenomeno, in particolar modo per i bambini bielorussi provenienti da istituti che più di altri sentono il bisogno di affetto e necessità di riferimenti genitoriali, il soggiornare sempre presso la stessa famiglia, crea profondi vincoli affettivi del tipo genitori-figli.

E’ importante sottolineare che le accoglienze temporanee hanno una logica del tutto slegata da passaggi automatici all’adozione, né costituiscono una scorciatoia per l’adozione stessa; tuttavia, laddove si instaura un profondo legame affettivo tra il minore e la famiglia di accoglienza nasce il reciproco desiderio di rendere tale rapporto definitivo che rappresenta l'unico riferimento certo per questi ragazzi e una nuova possibilità di guardare al futuro con più fiducia.

E’ a questo punto che si pensa di intraprendere, con il consenso del minore, il percorso dell’adozione internazionale, pur rimanendo una soluzione non facile.

Infatti risultano essere pochissime le adozioni dei bambini bielorussi rispetto agli stessi minori che soggiornano temporaneamente sul territorio italiano; cosa invece completamente diversa per i bambini provenienti dagli altri paesi dell’Europa Orientale, come la Russia, l’Ucraina, la Romania e la Lituania, dove sono pochi i bambini entrati in Italia per soggiorni climatici e sono invece tanti quelli entrati in Italia per adozioni internazionali. Dal 1998 ad oggi pochissimi minori bielorussi sono entrati in Italia per adozione internazionale, mentre nello stesso periodo i minori bielorussi entrati in Italia per soggiorni solidaristici di accoglienza temporanea sono circa 35.000 ogni anno ormai da più di un ventennio.

Rimangono numerosi i minori provenienti da istituti assistenziali, molto spesso con lo stato di adottabilità sul territorio nazionale, molti di loro hanno ormai raggiunto un’età tale per cui trovare una famiglia nel proprio paese d’origine è praticamente impossibile. Permane la ferma rigidità da parte del paese d’origine al NO per l’adozione internazionale. L’investimento economico da parte della loro nazione per soddisfare tutti i bisogni primari di questi minori è notevole, ma non sostituibile ad un legame affettivo consolidato e con quella che i bambini riconoscono come ormai la loro famiglia.

Primavera 2009
Nella primavera del 2009 abbiamo registrato un segnale positivo di apertura e di inversione di tendenza in tema di adozioni dei minori a seguito dell'interesse mostrato dal Governo Berlusconi a normailzzare i rapporti con la Bielorussia. Un primo gruppo di circa 27 minori per i quali giacevano le domande di adozione inevase, sono state autorizzate.

31 luglio 2009
Allo stato attuale ci risulta che le relazioni diplomatiche fra Italia e Bielorussia siano state intensificate e vengano seguite da questo Governo con interesse per cui le aspettative sono decisamente migliorate rispetto al periodo di buio totale di questi ultimi anni. Di conseguenza le speranze di perfezionare le altre pratiche di adozione ancora inevase sono fondate. Certamente non sarà una riapertura vera e propria, ma l'aspettativa delle famiglie e dei minori in questione sono quelle di pervenire ad una sanatoria totale delle vecchie pratiche.

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